L’ultimo nato larinese al Vietri compie un anno

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Paolo Loffredo si chiama ed è l’ultimo larinese nato nel reparto di ginecologia ed ostetricia del Vietri di Larino, dopo è iniziato lo smantellamento.

A festeggiarlo in maniera particolare è stato il Comitato Pro Vietri che per l’occasione ha regalato a Paolo una torta, organizzando una piccola festa nella sede della Pro Loco di Larino, messa a disposizione dal Presidente Donato Izzi a cui vanno i ringraziamenti del Comitato. Dopo aver ringraziato la famiglia Loffredo per la disponibilità a collaborare per una causa così importante per Larino e il suo territorio, il coordinatore del comitato Michele Palmieri ha tenuto ad evidenziare che la lenta agonia del nostro ospedale è iniziata proprio da uno dei reparti di eccellenza del nostro nosocomio, il materno infantile, dove nascevano mediamente 400 bimbi l’anno, e con una equipe di medici, infermieri ed ausiliari, preparati professionalmente e sotto l’aspetto umano, taglio che, a distanza di un anno, ha prodotto un peggioramento dei conti della sanità regionale in quanto è aumentata la mobilità passiva, in quanto molte mamme preferiscono partorire negli ospedali limitrofi di fuori regione. Egli continuando ha sottolineato con amarezza il poco impegno dell’amministrazione locale nell’affrontare questo problema, e soprattutto il mancato rispetto delle promesse da parte del direttore generale della ASReM Angelo Percopo che in una propria delibera prevedeva di voler riaprire a Larino almeno un punto nascita e una zona di risveglio. Concetto ripreso e rilanciato con forza anche da Antonio Marchitto, uno dei più combattivi del comitato, che ha inoltre rincarato la dose, dichiarando che forse è giunto il momento di alzare ancor di più la voce, e farsi sentire da chi ha deciso che questo ospedale deve morire. Non accennano a diminuire dunque le polemiche a Larino su una questione delicata come la sanità. Il professor Pardo Spina invece punta il dito sulla condizione del personale tutto che opera all’interno dell’ospedale, che con una riduzione quasi indolore di qualche unità alla volta si stanno svuotando i reparti di professionalità, e se a questo aggiungiamo che tanti reparti sono portati avanti solo da personale precario, ci si rende conto quale strada questa politica ha imboccato. Il dott. Trivisonno, dopo aver ricordato che il Comitato ha svolto una mole notevole di iniziative per sensibilizzare la popolazione per tutto ciò che sta accadendo, in ultimo la raccolta di oltre 5.000 firme durante la fiera di Ottobre, evidenzia che a pagare questa sciagurata riorganizzazione della sanità molisana sia tutto il basso Molise, in quanto nel momento in cui il nostro ospedale non erogherà più servizi essenziali, il San Timoteo di Termoli scoppierà in quanto non è in grado di soddisfare tutte le esigenze di una comunità che in estate raggiunge più di 200.000 abitanti. Presente all’incontro anche il consigliere comunale Pino Puchetti, che ha invitato tutto il consiglio comunale alle dimissioni se le scelte fatte a livello centrale continuano incessantemente sempre nella medesima direzione, non può essere solo la nostra comunità a pagare gli sprechi e le inefficienze determinate da chi governa male, da quasi dieci anni, questa regione. Intanto il piccolo Paolo festeggia il suo primo anno di vita inconsapevole di essere detentore di un record e cioè di essere l’ultimo larinese nato nel suo paese.

L’ultimo nato larinese al Vietri compie un annoultima modifica: 2010-01-19T04:57:00+01:00da ereticus3
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