Obiettivi e strategie…

almirante - futuro.jpgMilitando nell’area del neofascismo da circa 60 anni, abbiamo assistito a centinaia di riunioni in cui tutti, in ottima buona fede, auspicavano che l’Area si riunisse e che il movimento riuscisse a catalizzare lo scontento che serpeggiava nel Paese e che non è mai stato così vasto come oggi, come evidenziano i dati sulla astensione elettorale che dimostrano, senza ombra di dubbio, almeno una grande sfiducia nella politica tradizionale che in tanti anni di vane promesse non è riuscita a risolvere i più importanti problemi che pesano sul quotidiano dei Cittadini. Le premesse ci sono tutte:

• La specificità ideologica, sociale e politica della nostra tradizione che ha già dimostrato con i fatti di essere in grado di coniugare gli interessi della Nazione con quelli dei Cittadini e di dare un’impronta di equità sociale come mai era accaduto prima in Italia. • Il fallimento della liberaldemocrazia impostaci con le armi come modello di sviluppo del Paese e che invece ha prodotto danni ed ingiustizia sociale oltre all’immiserimento del tessuto umano e culturale sino ai risultati disastrosi che sono oggi sotto gli occhi di tutti e che si tenta invano di sanare con provvedimenti iniqui e stupidi che non faranno altro che peggiorare le cose • La generale stanchezza e la disillusione di larghi strati della popolazione che è oramai stufa di sentire le solite promesse mai mantenute mentre vede invece aumentare e prosperare la corruzione, il malaffare, la complicità con mafia e delinquenza amministrativa oltre ad un uso delle istituzioni per motivi privati oltre che illeciti. • La oramai palese impotenza della politica tradizionale ad affrontare e risolvere i problemi più importanti che interessano i Cittadini come il lavoro, la sanità, la giustizia ( nell’interesse di tutti e non solo di Berlusconi ), la sicurezza, la lotta all’evasione sempre sbandierata e mai realizzata ), l’immigrazione clandestina, la difesa dell’unità nazionale, impotenza che squalifica la suddetta politica perché rompe, per inadempienza grave, il contratto sociale tra i Cittadini e la loro rappresentanza. Si potrebbe continuare, ma non è questo il punto perché se ai presupposti a noi favorevoli non saremo capaci di associare una nostra capacità organizzativa e soprattutto operativa che faccia concretizzare a nostro favore i presupposti, allora tutto sarà stato inutile, perderemo anche questo treno e tutto si risolverà in un connubio sterile! Per non restare nel teorico e nel vago, e per rispondere subito alle obiezioni sulla mancanza di mezzi e di sostegno economico, dobbiamo secondo noi, prendere esempio da quei movimenti politici che negli anni scorsi hanno saputo, partendo appunto dal nulla, raggiungere una dimensione ed una capacità di aggregazione del consenso popolare che ha fatto loro vincere delle battaglie importanti che sembrava impossibile vincere. Ci riferiamo al partito radicale ed alla lega nord. Certamente non per condividerne gli ideali ed i programmi politici che ci sono distanti, ma per sottolineare che, con una particolare tecnica, con il portare alla gente le proposte di soluzione di specifici problemi che alla gente interessano concretamente nel suo quotidiano e con tanta partecipazione militante, si possono superare le iniziali carenze di strutture e di mezzi economici ed arrivare poi anche a questi dopo avere fatto breccia nella pubblica opinione! Certamente dobbiamo smettere di discettare con la gente dei massimi sistemi, di Nietzsche e di Evola o di commemorare i bombardamenti terroristici USA nella seconda guerra mondiale, i nostri martiri massacrati nelle foibe, nei triangoli della morte o nella mattanza delle “radiose giornate”. Sono argomenti per noi, da racchiudere nei nostri cuori, nella nostra memoria, nella nostra anima, ma con la gente si deve parlare dei problemi del quotidiano e prospettare le nostre soluzioni in una strategia organizzata che miri a dare delle risposte concrete e realizzabili, secondo quei principi del Fascismo che sono ancora oggi moderni e rivoluzionari. Alcuni esempi potrebbero essere la socializzazione od almeno la concretizzazione dell’articolo 46 della costituzione che giace inevaso da più di 65 anni, la solidarietà nazionale contrapposta al federalismo razzista ed egoista ( decentramento amministrativo SI, divisione discriminante NO ), una riforma del Parlamento in chiave corporativa comprensiva delle competenze e di un Senato delle realtà locali, una legislazione speciale per la lotta alle mafie ed alla corruzione nella pubblica amministrazione, una politica per la famiglia con reali aiuti concreti a chi vuole fare dei figli, ma non ci riesce in questa società che pretende solamente produttività ed efficienza e non tiene conto dei valori umani, Il rilancio dell’edilizia popolare, l’assistenza agli anziani visti come risorsa e non come scarti del mondo produttivo e consumistico da affidare alle “badanti” per non avere la responsabilità di gestire la loro vecchiaia, la lotta alle delocalizzazioni industriali che creano disoccupazione e permetto insostenibile della concorrenza dei Paesi emergenti, ecc. ecc. ecc. Naturalmente questi esempi non intendono essere né tassativi, né impegnativi, ma sono solamente la traccia di come si debba organizzare il nostro discorso verso la gente per essere ascoltati e per ottenere quel consenso elettorale che è indispensabile per acquisire quel tanto di potere politico necessario per diventare influenti sulla conduzione della cosa pubblica. E’ sufficiente analizzare quanto il Fascismo fece in campo sociale, culturale, legislativo ed organizzativo per traslare nel nostro tempo i principi e la prassi atte a risolvere le problematiche moderne. Bisogna però sapere scendere tra la gente, parlando il linguaggio della gente e proponendo. Insomma , ci sembra lapalissiano il suggerire che anche noi si faccia come hanno fatto coloro che hanno ottenuto grandi risultati. Abbiamo bisogno di organizzatori e non di teorici! L’altra strada sarebbe la rivoluzione, ma pur non rigettandola come principio, ci pare di potere affermare che al momento non ci siano assolutamente i no di produrre all’estero e di presupposti per poterla relucrare in Italia, un sistema di dazi per grandi aree produttivamente omogenee per contrastare l’impatto alizzare ….!!

 

Alessandro Mezzano

 

Obiettivi e strategie…ultima modifica: 2011-04-20T15:30:18+02:00da ereticus3
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento