L’ ATTACCO TURCO

1053acd21ae41c5da0a6dbac5ae827bb.jpgIl 2 agosto 1566 i turchi sotto il comando di Pialì Pascià, dopo aver saccheggiato Ortona e Vasto, piombarono con 150 galee sulla rada di Termoli. Gli abitanti, avuto sentore di quanto era avvenuto sulla costa abruzzese, appena avvistata la flotta turca, abbandonarono la città per porsi in salvo nel retroterra. Così i turchi misero a ferro e a fuoco tutto il borgo antico arrecando gravi danni alla Cattedrale. Dopo tale funesto evento Termoli rimase quasi disabitata. Nel 1569 contava 265 fuochi, compreso il suo Vescovo. Si narra un aneddoto tramandato dopo questi avvenimenti da pochi conosciuto, ma giunto comunque ai nostri giorni, che tratta di una vecchia gobba termolese rapita da un comandante di un vascello turco. Questi aveva provato un particolare interesse per quell’anziana che, di curioso aspetto e con lingua diversa, avrebbe trastullato i suoi figli attratti senz’altro da quel soggetto singolare. La malcapitata, lontana dalla patria, cantava ai piccoli nostalgiche e tristi nenie, intercalandovi un linguaggio con forme malevoli ed imprecazioni. Il turco, ignaro del contenuto, grato esclamava: “canta la cioma, chi ti rimando al regno!”

L’ ATTACCO TURCOultima modifica: 2008-07-20T18:21:54+02:00da ereticus3
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