ROMA, 7 GENNAIO 1978 IL MASSACRO DI ACCA LARENTIA

L’ITALIA DI DESTRA RICORDA I RAGAZZI MASSACRATI AD ACCA LARENTIA

 

Roma, 7 GENNAIO 1978 IL MASSACRO DI ACCA LARENTIA

F.Bigonzetti   F.Ciavatta  – S.Recchioni

Nella sezione del MSI di via Acca Larentia, nel popoloso quartiere Appio si svolge una riunione giovanile. La sezione è un polveroso stanzone, chiuso da una saracinesca metallica, al termine di una strada non accessibile dalle macchine. Sono le 18 si preparano i volantini per un concerto di musica alternativa, devono cantare “Gli Amici del Vento” un gruppo milanese che ha iniziato a fare “Musica Alternativa”. Alle 18.20 i ragazzi escono dalla sezione, devono andare a raggiungere gli altri camerati che stanno volantinando in piazza Risorgimento. In tre escono dalla sezione. All’uscita i ragazzi vengono accolti da un fuoco incrociato di armi automatiche, sparano ripetutamente, nel mucchio finché non rimangono sul selciato colpiti a morte FRANCO BIGONZETTI (20 anni) e FRANCESCO CIAVATTA (18 anni), VINCENZO SEGNERI riesce a rientrare in sezione e, seppur ferito ad un braccio, a chiudere la porta blindata. I soccorsi tardano, Francesco rantola in un lago di sangue, morirà durante il tragitto in ospedale.

La notizia si sparge, dilaga fra i camerati che convergono da tutta Roma verso la sezione di Acca Larentia. La tensione è alle stelle, l’indifferenza e l’arroganza di giornalisti superano ogni limite. Un giornalista della RAI butta con disprezzo ( o con distrazione ) la cicca di una sigaretta nella pozza di sangue di Francesco.

La reazione dei camerati presenti è immediata. Le “forze dell’ordine” caricano e lanciano lacrimogeni. STEFANO RECCHIONI militante del F.d.G. sezione di Colle Oppio viene colpito da un proiettile sparato da un capitano dei Carabinieri. Morirà il 9 gennaio all’Ospedale S. Giovanni. In poche ore la furia omicida ha colpito per ben tre volte e solo il caso ha “limitato” a tre il numero delle vittime. Se tutti e sei i ragazzi della sezione fossero usciti contemporaneamente ben più grave sarebbe stato il bilancio, le sventagliate di mitraglietta esplose dai comunisti avrebbero fatto ben altri danni.

La rivendicazione della strage fu puntuale: i Nuclei Armati di Contropotere territoriale rivendicarono l’azione definendola un’azione di “antifascismo militante” teso a “colpire i nemici del popolo”. Tanto per gradire tutti i presunti colpevoli vennero assolti per insufficienza di prove come la supposta componente femminile del commando, rimasta per altro latitante.

Da allora tutti gli anni i Camerati romani commemorano la strage, e anche oggi ( anno 2009 ) in occasione della commemorazione le forze progressiste si scatenano invocando l’intervento delle forze dell’ordine per impedire le “provocazioni fasciste” ed i rigurgiti “razzisti”. Strano oggi come allora si invoca l’intervento delle forze dell’ordine. Fortunatamente per adesso le stesse non sparano più ad altezza d’uomo…

ROMA, 7 GENNAIO 1978 IL MASSACRO DI ACCA LARENTIAultima modifica: 2009-01-07T13:53:00+01:00da ereticus3
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