IL PORTO

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LA STORIA

Termoli è da molti identificata per l’antica Buca, di cui la storia antica ci dice offrire un porto marittimo a mezza via tra Ortona e Manfredonia. Un ricordo storico si ricava da una pubblicazione della Marina (Monografia storica dei porti dell’antichità nella penisola italiana) al capitolo che riflette l’Adriatico: Nell’Adriatico medio, secondo il Micali e il Romanelli, i Frentani erano possessori di una felicissima regione posta sul mare e provvista di comodi porti in Aterno, Ortona, Buca (Termoli tra le foci del Trigno e del Fortore) facendo con l’Illiria e l’Epiro un regolare traffico che apriva alle regioni sannite sorgenti di ricchezza…”  E più oltre: “Gli Etruschi ebbero nel Tirreno e nell’Adriatico, Adria, Spina, Cupramarittima, oltre i porti del Tiferno, del Tronto, di Buca, ecc.”  Lo storico Alfonso Perrella, nelle sue memorie storiche sul porto di  Termoli, così ne parla: “L’antica esistenza del porto di Termoli traspare tra le profonde acque che la bagnano ad est e tra i grossi scogli che la cingono. Ai tempi dei frentani il porto era famoso per natura ed arte, e dovette essere costruito quando quel popolo era giunto all’apogeo della sua grandezza, e, diviso dalla famiglia sannitica, aveva governo, leggi, interessi a sè, distendendosi lungo il mare, dal fiume Pescara al Fortore. Pervenne allora, dice il Del Re, al colmo dell’opulenza per il concorso delle nazioni oltremarine.” Decadde quando divenne bersaglio dei barbari. Poi acquistò di nuovo rinomanza sotto i longobardi e i normanni, e specialmente allorché Termoli, risorta, abbellita e fortificata fu capitale di una contea, come si rileva dall’Ostiense, da Giannone, dal Romanelli, che fanno cenno di un diploma dell’imperatore Federico II, in cui si legge la data 1014 e la frase “IN COMITATU THERMOLENSI”.  La importanza del porto di Termoli nella mezzana età viene dimostrata dalla dimora che vi fece re Tancredi , il quale nel 1191 vi tenne corte magna dei suoi baroni, stabilendovi il quartier generale, per far fronte alle armi di Arrigo VI. In tale occasione il porto accolse molte navi di commercianti per le provviste dell’esercito. I successori di Federico II riguardavano il porto di Termoli come uno dei ricchi rami del regio erario, e tutte le merci della regione avevano in esse il loro prezzo. Noi abbiamo, dice il Romanelli, per questo oggetto una questione che fu portata innanzi al re. Dai vastesi e dalle vicine popolazioni, affacciandosi la consuetudine antica e l’uguaglianza del diritto, si mosse controversia nel 1430 contro i regi amministratori del porto di Termoli sull’esenzione del portorio per vettovaglie ed altre derrate prodotte dal paese, le quali, come superflue agli abitanti, si trasportavano altrove per il regno e anche fuori. Questa esenzione dei dazi sui prodotti del paese trasportati al porto di Termoli, si confermò agli abitanti del Vasto, e dei vicini luoghi nel 1453 dal re Ferdinando I. La diga foranea del vecchio porto di Termoli venne distrutta dal terremoto del 4 dicembre 1456.  Nel 1838 il governo di Napoli, secondando le istanze dei cittadini termolesi, inviò una commissione, presieduta da Afan de Rivera, allora direttore del corpo degli ingegneri, affinché esaminata la località, riferisse sulla convenienza della costruzione di un porto mercantile in Termoli. La commissione, compiuti gli studi, espresse un voto favorevole, dimodochè nel 1847 il re Ferdinando, passando per Termoli, diede ai cittadini nuove assicurazioni e promesse. Ma con i moti del 1848 tutto cadde in oblio e le speranze riposte nel governo nazionale furono purtroppo deluse. Lunga, tenace, appassionata, senza mai perdere la fede nella giustizia della causa, fu sempre la lotta della cittadinanza di Termoli per ottenere la costruzione del porto, che rappresentava il suo sogno e la più impellente necessità di vita, senza la cui realizzazione sarebbe stato fatale il declinare della floridezza commerciale del paese e della regione. Molte furono le pratiche d’indole tecnico-amministrativa riflettente il nostro porto. Dopo tanto, il 20 dicembre 1908, l’ing. Fago, del genio civile di Campobasso, presenta il progetto per la costruzione del 1° braccio del molo di difesa per la spesa di £ 370.336,38 tutte a carico dello Stato. I lavori iniziarono il 25 maggio 1910; l’appalto viene aggiudicato all’ing. Cesare Palombo di Campobasso. Per lo scoppio della 1° guerra mondiale 1915/18 vengono sospesi i lavori, e nel 1921 il ministro Giuseppe Micheli lo declassa nella IV categoria del commercio. I lavori riprendono nel 1928 con l’impresa Rosignoli e Maccarini di Trieste. Ancora oggi si eseguono lavori per migliorare le strutture dell’annoso porto di Termoli.

tratto dal sussidiario “A spasso per Termoli” del 1990

IL PORTOultima modifica: 2008-06-27T18:10:00+02:00da ereticus3
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