Riflessioni del Centro Studi sul Natale e Presepe Vivente

RiflessioniGUARDIALFIERA –  “Macché luminarie a Natale in tempi di fame. A che servono luci colorate per le strade se addirittura manca la pagnotta. Perché sfoggiare pazzie consumistiche quando la comunità stramazza in mezzo ad una decrescita economica inarrestabile?”. E’ stata un po’ questa, la fulminea considerazione desunta  da un’amica saggia, venuta a visitare il nostro 27° Presepe Vivente e ad accorgersi del freno a mano tirato dal Sindaco, sulle luminescenze e le intermittenze briose del Natale, in verità neppure troppo scintillanti negli anni scorsi. Luci che – a pensarci bene – subito si spengono, lasciando poi le nostre vie più oscure e la nostra vita più opaca. Altra cosa invece è lo splendore, grande ed infinito, che proviene dal Presepe e che ci riporta a Betlemme. Sfolgorio capace di schiarire il vissuto dell’umanità, assediata dalla morsa dell’incertezza e dell’inquietudine. “Senza policromìa sfavillante – ha soggiunto l’investigante amica – è come riscoprire  il senso cristiano di un Natale perduto. C’è, insomma, profumo di Presepe antico a Guardialfiera. E, scandagliandolo a Piedicastello – dove la suggestione e le nostalgie di un mondo fatato, risvegliano echi di un tempo senza tempo – riavvertiamo la scossa delle nostre consolidate indifferenze. L’uomo del disincanto che è dentro di noi, nella intessitura di vicoletti e nello sbalordimento di scene già consolidate e di quelle fascinosamente innovate – ritrova il cuore libero disposto a scorgere oltre lo scenario, qualcosa di inedito. E l’inedito oggi è proprio l’uomo, così mutato nel suo pensare e nel suo agire”. Gli ideatori ed i realizzatori di prima, seconda e, quasi, di terza generazione (cui va la schietta gratitudine), hanno idealmente trasfigurato nel Presepe, con l’Avvenimento della nascita di Cristo, pressoché le proprie passioni, tensioni, inclinazioni. Quasi a raffigurarvi il loro contesto familiare, sociale. Un Presepe Vivente, cioè, di persone che si amano e che vogliono vivere una dimensione dilatata di gioia, attraverso il linguaggio e l’espressione della loro cultura e delle loro ‘invenzioni’ in continuo mutamento e con la voglia di porgere, così, in ogni Natale, la perenne “buona notizia”, quello che avvolge tutta l’umanità. La nascita di Gesù è, dunque, a Guardialfiera un abbraccio tra simbolismo e realtà; è incontro fecondo tra cielo e terra. E’ speranza e promessa di vita piena e di pace.

Vincenzo Di Sabato

                             

Riflessioni del Centro Studi sul Natale e Presepe Viventeultima modifica: 2013-12-31T08:17:13+01:00da ereticus3
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