Bipolarismo…

cranio doppio.jpgE’ necessaria una premessa. Non è certamente quello attuale il nostro Stato ideale basato su di una democrazia falsamente rappresentativa ( che è in realtà un’oligarchia di gruppi di interessi che non rappresenta il popolo ) e che si esaurisce in un’espressione di voto ogni 5 anni e con una qualità del consenso che non è né informata, né consapevole, ma è invece drogata e suggestionata dalla potenza dei media a disposizione che sfornano idee ed opinioni preconfezionate ad arte da una corte di esperti venditori di fumo!

Il nostro Stato ideale è uno Stato organico e corporativo, etico e socializzatore, gerarchico e meritocratico, uno Stato nel quale non ci sia posto per faccendieri, corrotti, fanfaroni, populisti, mafiosi o amici dei mafiosi, negatori della Patria e dell’unità Nazionale ma che crei spazi per uomini onesti, solidali e con senso del dovere e dello Stato! Detto questo, dobbiamo anche constatare che i tempi per la realizzazione del nostro Stato ideale non sono ancora maturi e che quindi dobbiamo accontentarci di vivere alla meno peggio in questa democrazia zoppa. Ora, in questa democrazia e soprattutto per opera di Silvio Berlusconi, si è introdotto il principio di un “Bipolarismo” che avrebbe dovuto darci la “Governabilità” e che avrebbe dovuto semplificare il quadro politico generale riducendo a due o tre il numero dei partiti in competizione sul modello di altre democrazie come quella USA o quella Inglese. I risultati ottenuti sono molto diversi e tutti negativi. Il numero dei partiti e dei gruppi parlamentari è sempre molto alto tanto che oggi, tra piccoli e grandi, se ne contano almeno una decina e quasi e ad ogni piè sospinto se ne forma uno nuovo. L’attuale situazione di una maggioranza con problemi sia di numeri che di coesione interna è tutto meno che un esempio della governabilità, per non parlare poi dell’opposizione, divisa, litigiosa, frammentaria, logorroica ed inconcludente. Si sono fortemente radicalizzate le posizioni dei Cittadini creando un vero e proprio odio tra le due principali fazioni politiche, odio che non ascolta la ragione e che si basa solo e sempre sul pregiudizio ed in conseguenza del quale un’abnorme, grandissima percentuale di Cittadini diserta le urne per disamore alla politica o per condanna di questo modo indegno di farla. Qualsiasi riforma importante che non fosse non solo condivisa, ma pregiudizialmente avversata a causa della voluta radicalizzazione delle posizioni, non potrebbe essere veramente realizzata e quand’anche lo fosse sarebbe poi cancellata dal prossimo governo di segno opposto in un gioco al massacro che avrebbe come unica vittima il Paese nel suo insieme. Ne sono una prova i vari referendum abrogativi già proposti che dovremo presto andare a votare. Secondo noi non era poi così difficile prevedere come sarebbero andate le cose se si avesse avuta l’intelligenza di contestualizzare una riforma che funziona in Inghilterra con l’ambiente italiano. Perché noi siamo il popolo dei Guelfi e dei Ghibellini e tra i Guelfi, dei Bianchi e dei Neri, siamo il popolo dei bigotti e dei peccatori, siamo il popolo degli interisti e degli juventini, il popolo dei nordisti e dei sudisti, insomma siamo il popolo delle contraddizioni esasperate, delle passioni roventi, dall’esagerato senso di appartenenza ad una fazione e certamente non siamo un popolo che sia in grado di valutare freddamente, asetticamente e con obiettivo distacco un qualsiasi governo plebiscitario uscito da un bipolarismo esasperato per confermarlo o condannarlo secondo parametri di giudizio reali, concreti e oggettivi. Senza contare poi che l’estremizzazione della semplificazione non giova al chiarimento delle problematiche ed alla scoperta delle loro soluzioni. Le problematiche sociali, che sono materie di trattamento dei governi, ma anche quelle di politica estera ed istituzionale, sono per loro natura complesse e piene di sfaccettature e pertanto l’apporto di più punti di vista può aiutare ad avere un quadro più completo ed a trovare risposte più mirate e più articolate. Noi pensiamo che il vero motivo che ha spinto Berlusconi a creare questo bipolarismo sia stata soprattutto l’intima consapevolezza di non essere in grado, a causa della sua mediocrità politica, di competere e di vincere su di una rosa di avversari e/o alleati in una logica di compromessi e di mediazioni che richiederebbero intelligenza, sensibilità e intuizione mentre se si riduce la lotta a due fazioni e si esaspera, come lui sa fare bene, la rivalità, anche con l’uso massiccio dei mezzi di comunicazione di cui dispone, allora la demagogia prende il soppravvento e si riesce a trascinare la pubblica opinione dove meglio aggrada! Un’ulteriore conferma della volontà di Berlusconi di piegare gli interessi del Paese e le necessità dei Cittadini al suo interesse personale ed al suo tornaconto lo si può misurare dalla quantità indecente di Leggi “ad personam” cui egli ha costretto la sua maggioranza asservita unicamente per evitare di finire in carcere per reati comuni che nulla hanno a che fare con la politica! La fuori uscita di Fini dal PDL ed il successo di Casini e delle stessa lega nell’ambito del centrodestra così come il successo di Vendola e di Di Pietro nella sinistra, stanno a dimostrare che i Cittadini ricercano e premiano le sfumature, le diversità e le distinzioni e non si riconoscono invece in marmellate informi che finiscono per essere senza una vera definizione, ma solo un pateracchio buono per tutte le malattie! Riteniamo che oggi, in Italia, la formula politica più logica sarebbe quella di un pluripartitismo, di votazioni con il proporzionale e di un correttivo premio di maggioranza che dia alla coalizione più votata la maggioranza parlamentare per avere la governabilità! Si avrebbe così la molteplicità dei punti di vista e contemporaneamente la governabilità..!

 

Alessandro Mezzano

Bipolarismo…ultima modifica: 2011-02-18T19:03:04+01:00da ereticus3
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