LA PESCA

11266bbdfff4ddb00bc10543974c4854.jpgL’industria della pesca a Termoli costituisce una notevole fonte di ricchezza. Vi sono numerosi motopescherecci, battelli da sciabica, barche con congegni per la pesca delle vongole, lampare, volanti ed ancora qualche trabucco. Non si creda però, nonostante la notevole produzione, che tale industria sia molto remunerativa per chi lavora sul mare, considerata la rude e stentata vita marinara di Termoli, i cui primi abitatori, sin da quando il Sannio resisteva alla potenza dei romani, cospargevano di scafi dall’acuta vela latina, il limpido specchio del nostro Adriatico. Contribuiscono allo sviluppo della pesca i favorevoli caratteri della platea continentale dello specchio d’acqua di Termoli, che va dal Trigno al Saccione, platea che ha il fondo a coralline e a posidonie alla profondità da 25 a 50 metri, dove allignano le alghe marine e il fondo fangoso oltre tale profondità. E’ proprio per queste alghe e tra questi fanghi che più è intensa la vita degli organismi acquatici, i quali vi depongono milioni di uova. Parecchi sono i sistemi di pesca usati a Termoli. Prevalente è quella delle reti a strascico. Tale sistema però dovrebbe essere disciplinato, impedendolo in taluni mesi dell’anno, per evitare la distruzione delle covate,  e prescrivendo reti che impedissero la cattura dei pesci troppo piccoli. Si pensi che dopo la covata delle triglie (Luglio – Agosto) le nostre barche pescano numerose casse di piccole triglie denominata “panazzola”, per essiccarle al sole riserbandole come cibo invernale ed anche per soddisfare la richiesta di numerosi ristoranti tipici sorti nel dopoguerra. Ora quante migliaia di quintali, e che valore costituirebbero sui mercati quegli innumerevoli pesciolini se si facessero vivere ancora pochi mesi. Vi sono altri sistemi di pesca, che pur riuscendo redditizi, non danneggiano la prolificazione della specie. Vi sono le reti di posta con maglie sufficientemente larghe, lunghe corde con molte centinaia di ami, la petarola, il trabucco, i vongolatori e le nasse. La petarola, rete che si trascina a mano, preferibilmente alle foci dei fiumi, catturando cefali, muggini, spigole, ecc. Il trabucco congegno di legno col quale viene sostenuta una grossa rete che viene tirata su mediante un argano. Per attirare il pesce, si suole mettere nel mezzo dello specchio d’acqua compreso nella rete (l’azzica), che è un cefalo vivo attaccato ad un filo di canapa. Il sistema delle nasse o vorle, cesti di vimini con fascine di lentisco, con le quali si catturano le seppie a preferenza femmine, che vanno a deporre le uova sulle foglie di dette fascine; sistema praticabile nei mesi di aprile, maggio e giugno, per quanto redditizio, altrettanto dannoso, perché impoverisce la prolificazione della specie. Giustamente i fautori di pesca lontana o pesca di altura chiedono che il sistema delle nasse venga proibito. Per rendere più proficua e più abbondante la pesca a Termoli occorrerebbe rastrellare con potenti estirpatori, a cura dello Stato, le zone di platea rimaste quasi vergini, perché coperte da celenterati e banchi di ostriche morte, che tagliano e strappano le reti. Per cui i pescatori non vi si avventurano, perché il danno delle reti sarebbe sempre maggiore di qualsiasi abbondante pescata. Così resterebbe più largo il campo di lavoro ai nostri pescherecci che ora si limitano a percorrere tutti i giorni lo stesso cammino, radendo per lo stesso verso la platea corallina, distruggendo la vegetazione marina che è il semenzaio dei pesci. Altro inconveniente che i pescatori considerano come perturbatore e nemico della rude fatica sono i delfini, pesci mammiferi che spesso, a frotte, seguono le barche e strappano le reti, divorando il pesce catturato e spaventando quello che sta per avvicinarsi. Infatti i pescatori sono ricorsi a coprire la rete con un’altra di gomma (sopravveste) per eliminare i morsi dei delfini. Occorrerebbe ancora che tutte le disposizioni di legge sulla pesca venissero fatte osservare con maggior rigore perché da noi essa viene esercitata nello stesso modo in cui veniva fatta secoli scorsi.

 

LA PESCAultima modifica: 2008-07-06T17:17:58+02:00da ereticus3
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